Durazzo, porto adriatico dell'Albania: anfiteatro romano, torre veneziana, mosaici bizantini, spiaggia. Traghetti da Bari e Ancona in 6-8 ore.
Per il viaggiatore italiano che sbarca dal traghetto di Bari, Brindisi o Ancona, Durazzo è la prima Albania possibile. È anche la più antica: fondata nel 627 a.C. come colonia greca di Epidamno e ribattezzata Dyrrachium sotto Roma, è una delle città continuamente abitate più antiche dell'Adriatico. Qui Ismail Qemali issò la bandiera albanese il 26 novembre 1912, tre giorni prima della formale dichiarazione di indipendenza a Valona. Oggi Durazzo è la seconda città del paese (101.728 abitanti nel 2023) e il principale porto commerciale, a soli 38 chilometri e venti–quaranta minuti d'auto da Tirana.
Epidamno fu fondata da coloni greci di Corinto e Corcira che ben presto litigarono per il lucroso commercio adriatico — una contesa che, secondo Tucidide, contribuì a innescare la guerra del Peloponneso. Sotto Roma la città divenne il capolinea occidentale della Via Egnatia, l'arteria imperiale che proseguiva verso Bisanzio. Il momento più celebre della sua vita romana è il 48 a.C., quando Giulio Cesare assediò Pompeo proprio qui: Cesare fu sconfitto nella battaglia di Durazzo, salvo poi vincere la campagna tre mesi dopo a Farsalo. Le mura ancora visibili devono la loro forma definitiva all'imperatore bizantino Anastasio I, nato a Dyrrachium e impegnato a ricostruirle fra il 491 e il 518 d.C., dopo un devastante terremoto del IV secolo.
L'occhio italiano riconosce immediatamente lo strato successivo: la dominazione veneziana (1392–1501) lascia in eredità la torre tonda tozza che ancora ancora il quartiere portuale, sorella minore delle torri di Cattaro o di Candia. Il dominio ottomano, dal 1501 in poi, sovrappose moschee e bazar al nucleo medievale; nel febbraio–marzo 1914 Durazzo fu addirittura, brevemente, capitale dell'effimero Principato d'Albania del principe Wilhelm di Wied — un'altra parentesi italiana, visto che le truppe italiane occuparono la città a sostegno del principe.
L'attrazione imprescindibile è l'Anfiteatro di Durazzo, il più grande anfiteatro romano dei Balcani — costruito agli inizi del II secolo d.C. sotto Traiano per una capienza stimata fra i 15.000 e i 20.000 spettatori. Aperto tutti i giorni dalle 09:00 alle 18:00, il biglietto costa 300 lekë (circa 3 €). All'interno dell'arena, una piccola cappella paleocristiana custodisce un mosaico del VI secolo con figure di santi: una stratificazione fra culto pagano e cristiano sullo stesso luogo che fa di Durazzo un caso unico nel Mediterraneo. Calcolate un'ora.
A cinque minuti a piedi si raggiunge la Torre Veneziana (gratuita, sempre aperta) — salite per la migliore vista sul porto. Il Museo Archeologico di Durazzo, sul lungomare, ospita la collezione classica più ricca dell'Albania (300 lekë, martedì–domenica 09:00–14:00). Da segnalare: la stele funeraria della Bella di Durazzo, in marmo, e una collezione di mosaici romani che da sola vale il viaggio. Le Mura Bizantine di Anastasio I, lunghe quasi tre chilometri, sono percorribili gratuitamente da Porta a Mare a Porta Reggia, con tratti perfettamente conservati che mostrano la stessa tecnica costruttiva delle mura di Salonicco e Costantinopoli.
Per chi cerca un punto di vista panoramico, una collina dietro l'anfiteatro restituisce, in cambio di dieci minuti di salita, la geografia perfetta della città: il porto in primo piano, la spiaggia di sabbia che corre verso sud, le colline boscose alle spalle. È in questo paesaggio che Cesare e Pompeo si fronteggiarono.
A differenza della riviera ionica, rocciosa e cinematografica, Durazzo offre un litorale lungo quindici chilometri di sabbia chiara — più simile, per il viaggiatore italiano, alle spiagge di Rimini o del Salento. La parte settentrionale (Currila, Plepa) è la più tranquilla; la parte meridionale verso Golem e Mali i Robit è più costruita ma anche più animata, con stabilimenti, ristoranti di pesce e una vivace vita serale. Non è la riviera albanese più fotografata, ma è la più accessibile e familiare — perfetta per un soggiorno di due o tre notti dopo lo sbarco dal traghetto. Le acque sono pulite, il fondale digrada dolcemente, le tariffe sono ancora la metà di quelle pugliesi.
Durazzo è una città di pesce. Provate la tavë me karkalec (gamberi al forno con riso, pomodoro e formaggio), la fërgesë e bardhë me peshk (preparazione cremosa con peperoni e pesce bianco), o il classico peshk në furrë — pesce intero al forno con limone e prezzemolo. La cucina locale è semplice ma di altissima qualità grazie alla freschezza del pescato adriatico. Il vino da provare è il Shesh i Bardhë, vitigno bianco autoctono della valle del Tirana, dalle note minerali e leggermente saline — perfetto compagno del pesce. Per dolce, il pispili al miele o la baklava ottomana, accompagnata dal caffè turco.
Per molti italiani il primo contatto con l'Albania avviene proprio nel porto di Durazzo. Le compagnie che operano la rotta sono Adria Ferries e GNV: traghetti notturni da Bari (8–9 ore) e Ancona (15–17 ore), traghetti da Brindisi e diurni da Bari (6–7 ore). I prezzi variano dai 60 ai 150 € a persona in poltrona, con cabine doppie a partire da circa 130 €; il trasporto auto da 80 € in su. Arrivare via mare significa risvegliarsi all'alba con la silhouette dell'anfiteatro e la curva delle mura bizantine che emergono dalla foschia adriatica — l'ingresso più storico possibile in Albania, lo stesso seguito da Cicerone, da Cesare e dai legionari diretti a Bisanzio.
Durazzo è un'ottima base per un primo assaggio dell'Albania centrale: Tirana è a venti minuti, Krujë a un'ora, Berat a due ore, Apollonia a un'ora e mezza. Chi ha tempo per un solo giorno può abbinare l'Apollonia e Laguna di Karavasta in un'unica giornata di archeologia ed ornitologia. Per un itinerario completo dell'Albania centro-meridionale, è ideale il Tour privato Albania 6 giorni, che parte e termina a Tirana toccando Berat, Argirocastro, Saranda e la riviera ionica.
Una giornata piena è sufficiente per anfiteatro, museo archeologico, mura bizantine e torre veneziana. Con due notti aggiungete il litorale e una serata di pesce nel porto vecchio.
Dipende: se viaggiate con auto, il traghetto è quasi obbligato; se arrivate senza auto, l'aereo per Tirana e poi un transfer di venti minuti è più rapido. Il traghetto resta però un'esperienza scenografica difficile da battere e permette di portare bagagli senza limiti.
Sì. Le sue arcate originarie superavano i 130 metri di diametro: dimensioni paragonabili a Pola e ad Arles. Solo una parte è oggi visibile a causa della stratificazione urbana ottomana e moderna sopra le rovine, ma gli scavi proseguono.
La balneazione è piacevole da maggio a metà ottobre. In aprile e novembre il litorale è ancora frequentato per passeggiate e cene di pesce nei ristoranti, molti dei quali aperti tutto l'anno.
Durazzo non è solo monumento: è una città viva. Il xhiro, la passeggiata serale lungo il viale principale e il lungomare, è una tradizione che il viaggiatore italiano comprende immediatamente — la stessa coreografia di una piazza barese o anconetana, con famiglie, anziani, gruppi di ragazze che camminano avanti e indietro fino al tramonto. Provate a unirvi: è il modo migliore per capire il ritmo della città.
Per il caffè del mattino e l'aperitiv del pomeriggio, i locali del lungomare e di Rruga Currila sono perfetti. La macchiata di Durazzo (espresso con poca schiuma di latte caldo) costa 100 lekë; un calice di vino locale 250–400 lekë. La dolcezza italiana si ritrova nei pasticceri del centro, molti formati nelle scuole di pasticceria di Lecce e Bari.
Distanza: 38 km da Tirana, 1 ora da Apollonia, 2 ore da Berat. Traghetti: Bari (Adria Ferries, GNV), Ancona (Adria Ferries), Brindisi (stagionale). Stagione consigliata: aprile–ottobre per la spiaggia, tutto l'anno per cultura. Valuta: lek (ALL); euro accettati in molti hotel del lungomare. Lingua: albanese, italiano molto diffuso. Ingressi cumulativi: anfiteatro + museo archeologico circa 6 €.
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