Patria di Ali Pascià, il Leone di Giannina. Lord Byron vi giunse nel 1809 e la cantò nel Childe Harold. Castello e Porta del Visir.
Adagiata sulla riva del fiume Vjosa, alla confluenza con il Drino, Tepelenë (circa 4.000 abitanti, 179 km a sud di Tirana, 215 metri di altitudine) è una piccola città dal passato grandioso: qui nacque intorno al 1740 Ali Pascià, il "Leone di Giannina", uno dei personaggi più affascinanti, crudeli e potenti dell'intera storia ottomana. E qui, nell'autunno del 1809, giunse il giovane Lord Byron a cavallo, per essere ricevuto dal pascià nella propria corte: un incontro che il poeta avrebbe immortalato nel canto secondo del Childe Harold's Pilgrimage, pubblicato nel 1812.
Ali Tepelena (c. 1740-1822) è una figura che il viaggiatore italiano colto conosce attraverso il Conte di Montecristo di Dumas — dove appare come padre della bellissima Haydée — e attraverso le memorie ottocentesche di François Pouqueville e altri viaggiatori francesi. Salito al potere combattendo banditi e signori della guerra delle montagne epirote, ottenne dal Sultano il pascialatato di Giannina nel 1788 e in pochi decenni costruì uno stato semi-indipendente che si estendeva dal sud dell'Albania alla Tessaglia greca, dalla costa ionica fino al Pindo. Mantenne contatti diretti con Napoleone, con gli inglesi, con Venezia decadente. La sua corte di Giannina divenne meta di artisti, diplomatici e avventurieri europei.
La caduta di Ali fu spettacolare quanto la sua ascesa: il Sultano Mahmud II, deciso a riprendere il controllo dell'Impero, lo dichiarò ribelle nel 1820 e inviò un esercito di 50.000 uomini ad assediarlo. Ali resistette per due anni nell'isolotto di Giannina prima di essere ucciso in un'imboscata il 24 gennaio 1822. La sua testa fu inviata a Costantinopoli; la sua tomba è ancora visibile a Giannina, in territorio greco. Tepelenë conserva la sua casa natale — diroccata ma riconoscibile — e il castello da lui ampliato come dimora-rifugio.
Il castello di Tepelena, edificato in epoca medioevale ed enormemente ampliato da Ali Pascià fra il 1810 e il 1820, copre 4 ettari sul colle che domina il fiume Vjosa. Le mura, alte fino a 12 metri, racchiudono i resti del palazzo del visir, dell'arsenale, della moschea privata di Ali e di una piccola torre di avvistamento. La Porta del Visir, datata 1819, è il monumento meglio conservato: un arco in pietra calcarea con iscrizione in turco-ottomano che ricorda il committente. Ingresso libero al castello, sempre aperto.
Dal castello la vista sulla valle del Vjosa è impagabile: il fiume — l'ultimo grande fiume selvaggio d'Europa, oggi protetto come Parco Nazionale del Fiume Selvaggio (2023) — scorre sinuoso fra rilievi calcarei, e nelle giornate limpide si scorgono fino i Monti Acrocerauni in lontananza.
Il 19 ottobre 1809 Byron, ventunenne, giunse a Tepelenë a cavallo dopo settimane di viaggio attraverso le montagne dell'Epiro. Fu ricevuto da Ali Pascià nel proprio harem-palazzo, alloggiò per tre giorni in stanze "a la franca" preparate apposta, e descrisse l'esperienza in lettere alla madre e poi nel poema. Le strofe del Childe Harold (canto II, strofe 47-72) cantano "le mura di Tepelena" e l'esotismo orientale del paese: fu una delle prime opere letterarie europee a presentare l'Albania al pubblico colto, e influenzò profondamente l'immaginario romantico ottocentesco.
Una piccola targa commemorativa nel centro cittadino ricorda il passaggio del poeta. Per il viaggiatore italiano amante della letteratura inglese — o lettore della Storia di un viaggio sentimentale di Sterne, dei diari di Goethe, delle memorie di tanti grand-tourists — Tepelenë è una sosta letteraria affascinante: una sorta di Caltagirone albanese, dove storia e mito si confondono.
Il fiume Vjosa, che scorre proprio sotto le mura del castello di Tepelenë, è l'ultimo grande fiume libero d'Europa: 270 chilometri dalla sorgente nei monti del Pindo greco fino al delta sull'Adriatico, senza un solo sbarramento idroelettrico. Nel marzo 2023 il governo albanese, dopo una decennale campagna di ambientalisti italiani, austriaci e tedeschi, ha istituito il Parco Nazionale del Fiume Vjosa, primo parco fluviale selvaggio d'Europa: una vittoria storica per la conservazione della natura nei Balcani. Le acque cristalline del Vjosa ospitano pesce in abbondanza, lontre, aquile e una flora ripariale unica. Per il viaggiatore italiano è l'occasione di vedere come dovevano apparire il Tagliamento o l'Adda prima delle dighe: ghiareti immensi, anse selvagge, isolotti coperti di salici, acque azzurre dal colore quasi alpino.
A 12 km da Tepelenë, lungo la SH4 verso Përmet, si trovano le sorgenti termali di Bënja: pozze d'acqua tiepida (28-32°C) sulfurea e ricca di sali minerali, scavate dal fiume Lengarica accanto a un ponte ottomano del XVIII secolo. L'accesso è libero, gratuito; le pozze sono frequentate da pastori, pellegrini bektashi e viaggiatori. Per il viaggiatore italiano è un'esperienza paragonabile alle terme di Saturnia ma in scenario molto più selvaggio.
Tepelenë non offre grande scelta: Hotel Iliria (camere doppie 35-45 €), Hotel Vjosa (40-55 €) e alcune pensioni familiari. La cucina locale è cucina d'Epiro: agnello con yogurt, byrek di porri e formaggio, fërgesë di Tepelenë (paprika con feta e olio), trota del Vjosa alla griglia. Le vigne dei dintorni producono Vlosh — un rosso autoctono robusto, paragonabile a un Aglianico — e la raki di mele cotogne è una specialità locale. Pranzo completo 10-15 €.
Tepelenë è tappa naturale fra Argirocastro (50 minuti a sud) e Përmet (1 ora a est) o verso la Riviera ionica via Saranda (2 ore). Il tour Riviera albanese, Butrinto e Argirocastro spesso include una sosta panoramica al castello di Tepelena. Per esplorare la valle del Vjosa, il tour 5 giorni Riviera–Vjosa–Lago Ohrid è ideale.
Tepelenë si trova sulla SH4 fra Tirana (3 ore) e Argirocastro (45 minuti). È sosta di passaggio piuttosto che destinazione di soggiorno: 3-4 ore sono sufficienti per il castello, le terme di Bënja e un pranzo con vista sul Vjosa. Per chi viaggia in auto, il distributore di benzina sulla strada principale è l'unico nei 30 km circostanti. Pullman da Tirana e Argirocastro (4-5 corse al giorno, 600 lekë). I bambini possono visitare castello e terme senza problemi.
Pochissimo: la maggior parte dei suoi tesori fu saccheggiata dopo la sua morte. Il Museo Storico di Argirocastro custodisce alcune armi e abiti d'epoca; la sua spada è a Istanbul.
No. Sono pozze naturali libere, senza spogliatoi né servizi. Costume da bagno consigliato (anche se non obbligatorio per gli uomini), asciugamano, scarpe da scoglio. Vestizione discreta perché il luogo è frequentato anche da pellegrini.
Solo se si fanno escursioni nella valle del Vjosa o si vuole rilassarsi alle terme con calma. Altrimenti meglio dormire a Argirocastro o Përmet, città più ricche di servizi e di fascino.
Sì, in molti tratti. L'acqua è cristallina, fresca, con spiagge di ghiaia. I tratti più frequentati sono presso il ponte di Bënja e a Përmet. Da maggio a settembre.
Tepelenë: 179 km da Tirana, 3h d'auto, popolazione 4.000. Castello: ingresso libero, sempre aperto. Terme di Bënja: 12 km a est, libere. Stagione consigliata: maggio-ottobre. Lord Byron passò qui dal 19 al 22 ottobre 1809.
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