🎧 Albania Audio Tours · Apollonia Archaeological Park
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Molto prima che i coloni greci arrivassero su questa collina, le tribù illiriche l'avevano già fatta propria. L'altopiano sopra la pianura del fiume Vjosa era stato abitato fin dall'Età del Bronzo, e furono i Taulantii illirici a invitare i coloni greci da Corinto intorno al 600 a.C. per fondare quella che sarebbe diventata una delle città più importanti dell'antico mondo adriatico. Apollonia, così chiamata in onore del dio Apollo, crebbe rapidamente da modesto avamposto commerciale a grande metropoli, e le prove archeologiche confermano che la sua popolazione rimase prevalentemente di origine illirica, anche se la città assunse un carattere profondamente greco nelle sue istituzioni e architettura.
Al suo apice, il porto di Apollonia poteva, a quanto si dice, ospitare cento navi contemporaneamente, e la città si arricchì grazie al commercio di schiavi, all'agricoltura e a una risorsa locale unica, il bitume naturale proveniente dai vicini giacimenti di Selenicë, utilizzato in tutto il mondo mediterraneo per impermeabilizzare le navi. Durante il periodo romano, quando Giulio Cesare la usò come base di rifornimento durante la sua guerra civile contro Pompeo, e quando il giovane Ottaviano, in seguito Augusto, fondatore dell'Impero Romano, studiò qui prima di apprendere dell'assassinio di Cesare, Apollonia era diventata uno dei grandi centri intellettuali e commerciali dei Balcani.
Oggi è stato scavato solo circa il sei percento dell'antica città, ed è per questo che Apollonia è talvolta chiamata la Pompei d'Albania. Vaste sezioni di una città di 2.600 anni giacciono ancora sotto i campi e gli uliveti della pianura circostante, in attesa. Ciò che è stato scoperto è straordinario: il Bouleuterion, la camera del consiglio cittadino, un monumento romano splendidamente conservato con le sue colonne originali ancora in piedi; l'Odeon, una piccola sala da concerto che combina tecniche di costruzione greche e romane; i resti di una biblioteca, un arco trionfale, il Tempio di Diana e blocchi residenziali con pavimenti a mosaico intatti.
Il museo in loco, ospitato in un monastero bizantino del XIII secolo convertito che si trova all'interno delle antiche mura, espone una straordinaria collezione di sculture, monete, ceramiche e iscrizioni che coprono l'intero arco della storia della città, dalla preistoria illirica fino al tardo periodo romano. La chiesa del monastero stesso, con i suoi affreschi e le sculture in pietra, aggiunge uno strato medievale a quello che è già un sito di straordinaria profondità.
Visitare Apollonia richiede un minimo di due o tre ore per renderle giustizia, di più se si percorre l'intero circuito delle rovine visibili. La posizione in cima alla collina, con vista sulla pianura di Myzeqeja verso la costa adriatica, è davvero spettacolare. Il sito è più tranquillo rispetto a parchi archeologici comparabili in Grecia o in Italia, il che significa che spesso si possono percorrere le antiche strade in quasi totale solitudine, e questo fa sì che la portata di ciò che è andato perduto e di ciò che rimane si percepisca in modo molto diverso rispetto a quanto accadrebbe in mezzo a una folla.
💡 Did You Know?
Apollonia batteva le sue monete d'argento, che circolavano così diffusamente in tutto il Mediterraneo antico, tanto che gli archeologi le hanno rinvenute persino in luoghi distanti come l'odierna Francia e le coste del Mar Nero.
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